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Insonnia e sue conseguenze

06/11/2011

Il 44% di coloro che si recano dal medico di famiglia soffre di insonnia con deficit diurno, un rischio che in alcune situazioni può anche aumentare in misura notevole. Per esempio, se si è giovani e senza lavoro, la probabilità di soffrirne addirittura raddoppia: infatti, soffrono maggiormente di insonnia i 30enni disoccupati e la prevalenza del disturbo è maggiore nelle donne. È ampiamente riconosciuto che l'insonnia eserciti un notevole impatto negativo sulla qualità di vita di chi ne soffre. Forse non tutti sanno che le persone che soffrono d’insonnia mostrano punteggi peggiori in tutti gli indicatori di qualità della vita: fisici, psicologici, emozionali e sociali. Chi soffre di insonnia si ammala di più e si astiene dal lavoro 1 giorno ogni 8 settimane (25% rispetto al ...rispetto al 16% di coloro che non sono interessati da questo disturbo), ha difficoltà a concentrarsi, ha una minore propensione a partecipare ad attività associative. Non solo, ha meno contatti con i propri familiari e amici e si dedica in misura minore alle attività ricreative. Al contrario, i non insonni “vincono” su tutti i parametri di qualità di vita. "Già gli Studi Morfeo I e II - spiega il Professor Ferini-Strambi (Professore Associato Università Vita e Salute- Responsabile del Centro per i Disturbi del Sonno - S. Raffaele di Milano)- hanno mostrato che il 75% dei pazienti con insonnia presenta disturbi dell’umore. Il 60% delle persone che non dormono bene si sente teso, irritato e depresso a causa della carenza di sonno, il 46% ha difficoltà di concentrazione e memoria. Una recente indagine su lavoratori inglesi e giapponesi ha messo in evidenza che circa il 27% delle persone con disturbi del sonno ha una minore partecipazione ad attività volontarie e associative, ha meno contatti con familiari e amici e una minore propensione alle attività ricreative".

Insonnia: danneggia i rapporti sociali e riduce le capacita’ fisiche, esecutive, intellettuali e creative
"Le alterazioni del comportamento durante la veglia causate da disturbi del sonno - aggiunge il professor De Masi (Professore ordinario di Sociologia del Lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Direttore del master in “Comunicazione e Organizzazione” dell’Università “La Sapienza” di Roma. Presidente della Fondazione Ravello e della Fondazione Il Tarì) - peggiorano i rapporti di lavoro e mettono, addirittura, a repentaglio il lavoro stesso". Un terzo dei lavoratori italiani svolge mansioni di natura fisica, puramente esecutive; un terzo svolge mansioni intellettuali di tipo flessibile e un terzo svolge lavori intellettuali di tipo creativo. “Per gli addetti a lavori manuali, diminuiscono attenzione, resistenza allo sforzo, prontezza di riflessi e resistenza fisica. Anche coloro che svolgono lavori intellettuali sono fortemente danneggiati dall’insonnia come pure le persone che svolgono attività creative. Questi ultimi riescono meno degli altri a “ibridare” il lavoro con lo studio e con il gioco e ad esercitare la prontezza, il colpo d’intuito, la genialità che è propria del lavoro creativo. - conferma il professor De Masi - L’insonnia riduce sia le capacità fantasiose sia quelle concrete". Quale che sia il tipo di attività lavorativa in cui ci troviamo impegnati, insomma, se dormiamo poco e male vedremo peggiorare la nostra performance.

Insonnia e qualita’ della salute fisica: un legame pericoloso
L'insonnia ha conseguenze anche importanti sulla salute fisica: può aggravare malattie già esistenti e può addirittura contribuire a causarne di nuove. "L'insonnia non è soltanto un disturbo in sè - chiarisce il professor Terzano (Coordinatore Progetto Morfeo Dormiresano, Professore Ordinario di Neurologia Centro di Medicina del Sonno-Università degli Studi di Parma) - ma può anche incidere su numerose malattie. Globalmente il 91% degli insonni soffre di patologie importanti. Per esempio, come hanno mostrato gli Studi Morfeo I e II, può aumentare il rischio di obesità e diabete, contribuisce a ridurre le difese immunitarie, aumentando il rischio di CAD (Coronary Artery Disease) e l'incidenza di eventi cerebrovascolari, aritmie cardiache e morti improvvise.
Un disturbo così importante e con influenze così rilevanti sulla salute e il benessere fisico, psicologico e sociale della persona deve assolutamente essere curato. "La cura dell’insonnia è una priorità a tutti gli effetti - conferma il professor Terzano - Ed è opportuno curare anche le insonnie transitorie. Eppure, la terapia è applicata poco e male e i pazienti sono spesso lasciati a se stessi. Addirittura il 56% non si cura affatto". Fortunatamente esistono adeguati rimedi in grado di migliorare quantità e qualità del sonno. Gli studi Morfeo hanno confermato che i medici preferiscono utilizzare farmaci ipnotici non benzodiazepinici per la loro maneggevolezza, con formulazione in compresse (come per esempio zolpidem: l’ipnotico non benzodiazepinico più studiato a livello clinico). Questi hanno dimostrato di riuscire a migliorare tutti i parametri del sonno senza indurre effetti residui al risveglio.

Insonnia: sopsi e aims impegnate per gestire le forme più complesse
Una cura adeguata è tanto più importante, perchè l’insonnia può condizionare fortemente anche l’evolversi di patologie psichiatriche. Per questa ragione, SOPSI (Società Italiana di Psicopatologia) e AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno), proseguono una partnership che ha prodotto i risultati della Consensus sulla gestione dell’insonnia nei pazienti psichiatrici. "Il 37% degli psichiatri italiani - afferma il professor Ferini-Strambi - riporta come sintomo somatico della depressione proprio l’insonnia. Addirittura per l’88% degli Specialisti il controllo dell’insonnia può influire favorevolmente sul decorso di un episodio maniacale. Ecco perchè il trattamento dei disturbi del sonno è un aspetto tanto importante nella gestione del paziente psichiatrico". Un impegno che prosegue e vede psichiatri e neurologi italiani nuovamente impegnati in una serie di incontri di condivisione della Consensus, dedicata ai Disturbi Psichiatrici e alterazioni del sonno, al fine di migliorare la gestione di questi pazienti.




  

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