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Insonnia: come combattere questo disturbo

29/10/2011

L’insonnia è un disturbo del sonno molto comune nella popolazione occidentale ed affligge molte persone, circa una su quattro nel mondo, impedendo un adeguato riposo durante le ore notturne.

Ci sono persone che si mettono le cuffie ed ascoltano musica rilassante sotto le coperte. Ci sono altri che contano le pecore fino a notte inoltrata. Poi ci sono quelli che si mettono i tappi nelle orecchie e lasciano vagare i pensieri. Alcune persone desistono e si stanziano in cucina, sperando che lo stomaco pieno concili il sonno. Altri leggono per ore sperando invano di addormentarsi. Molti ricorrono a miracolose tisane rilassanti, che promettono sonno pesante per molte ore. Insomma, ognuno cerca la propria strategia per risolvere il problema.

Il dottor David Schulman, direttore dello Sleep Laboratory alla Emory University di Atlanta si occupa da anni di questo tipo di disturbi e ha visto casi d’insonnia derivanti dalla più svariate cause. In America si tratta di un disturbo alquanto diffuso ed interessa un terzo della popolazione. Le principali cause di questi disturbi sono momenti stressanti della vita che spingono il cervello a lavorare “fuori orario” e ad occupare il tempo normalmente adibito al riposo per ricercare soluzioni e programmare impegni.

Non bisogna però sottovalutare queste difficoltà, soprattutto se perdurano nel tempo, continuando per un periodo superiore a uno due mesi. In questi casi bisogna risalire alle cause che impediscono un adeguato riposo dell’organismo, cercare di porvi soluzione soprattutto per evitare situazioni di eccessivo stress molto pericolose per la salute.

Il libro "101 cose che devi sapere per combattere l'insonnia" di Elena Barbàra, medico psichiatra e psicoterapeuta che lavora nel Dipartimento delle Dipendenze della Asl di Milano, aiuta ad affrontare l'ansia che non consente un adeguato riposo. In questo libro si analizzano i diversi tipi di insonnia, dividendo questa categoria di persone a seconda che la difficoltà stia nell’addormentarsi o che ci si svegli nel bel mezzo della notte o nelle prime ore del mattino. Già da questo tipo di analisi si può fare una grossolana distinzione sull’eziologia del disturbo. Ad esempio, l’insonnia che deriva da difficoltà nell’addormentarsi è spesso dovuta a preoccupazioni o ansia che mettono l’individuo in stato di allerta. Coloro che invece si svegliano nel mezzo della notte spesso hanno associati all’insonnia stati ansioso-depressivi e per questi casi è necessario identificare ed eventualmente trattare la patologia di base per migliorare la situazione.

In generale si possono raccogliere delle semplici regole che aiutino a risolvere le forme di insonnia più lievi. La prima cosa a cui bisognerebbe stare attenti è quella di avere una vita quanto più regolare possibile, senza cambiamenti di fuso orario o turni troppo spossanti. In secondo luogo bisognerebbe evitare di addormentarsi davanti alla televisione, abitudine a cui consegue un sonno frammentato e difficoltà ad addormentarsi sotto le coperte. Stessa cosa vale per l’utilizzo di computer o altri ritrovati tecnologici appena prima di coricarsi, poiché influenzano negativamente la secrezione endocrina di melatonina, ormone fondamentale per l’assopimento. Altrettanto importante sarebbe cercare di tenere separato quanto più possibile l’ambiente casalingo da problemi e compiti lavorativi. Evitare i luoghi rumorosi è sicuramente di buon auspicio per trovare subito il sonno come mangiare in modo leggero a cena, evitando eccitanti come la caffeina. Infine evitare di fare riposini durante la giornata consente di arrivare la sera abbastanza stanchi per prendere immediatamente sonno.

Se proprio non c’è altra soluzione si può ricorrere anche ai farmaci, sempre sotto strettissimo controllo del medico, che sceglierà la soluzione più adatta alle esigenze del paziente e terrà sotto accertamento eventuali effetti collaterali.


Fonte: www.settimopotere.com






  

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