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Stress: sintomi, cause e consigli

26/11/2011

1) Stress: sintomi, cause e consigli

Lo stress è un meccanismo naturale di difesa del corpo e della mente.
In alcuni casi, però, uno stato prolungato di stress può minare di fatto l'equilibrio psicofisico del soggetto interessato.
Per cercare di comprende meglio le ragioni che portano al manifestarsi dello stress e per imparare ad affrontare questo fenomeno in maniera corretta abbiamo intervistato il Dott. Fausto Girone, Specializzato in Psicoterapia Cognitiva ad Orientamento Costruttivista-relazionale.
Che cos'è lo stress psicologico?
Per parlare di stress psicologico dobbiamo prendere in considerazione in primo luogo a cosa ci serve lo stress.
Senza lo stress non è possibile vivere in quanto esso ci permette di affrontare in modo efficace e con prontezza una determinata situazione.

2) Quindi lo stress non è del tutto negativo?

In linea generale possiamo dire che lo stress è una reazione sana del nostro organismo e indica che stiamo affrontando una situazione di emergenza, ma se prolungata può dare origine a problemi di varia natura anche sul piano fisico oltre che psicologico.
In condizioni di vita primitive una certa quantità di stress permetteva all'uomo di affrontare in modo ottimale situazioni di pericolo, ad esempio una belva feroce, con la massima forza, concentrazione e prontezza. Questa capacità di rispondere con prontezza ad un pericolo garantiva la sopravvivenza dell'individuo.
Ai nostri giorni è più difficile incontrare tali pericoli fisici e le situazioni stressanti più frequenti sono in realtà di tipo psicologico.
Ma allora quando è che lo stress diventa pericoloso?
Il problema è che, sia di fronte ad un vero pericolo fisico che ad un pericolo immaginato e/o temuto, mente e corpo reagiscono nello stesso modo, ovvero mettono in atto tutta una serie di meccanismi fisiologici atti a garantire un'efficace risposta di adattamento.
Dal punto di vista psicologico si parla di stress nel momento in cui le richieste ambientali e non, superano le nostre risorse percepite.
A quel punto, lo stress diventa uno stato di eccitazione e di tensione continua e sgradevole causata da un compito o una richiesta a cui non sappiamo se siamo effettivamente in grado di rispondere.

3) Quali sono i sintomi che possono essere ricondotti allo stress?

La reazione dello stress è mediata dalla nostra soggettività, ovvero persone esposte agli stessi eventi stressanti rispondono ad essi differentemente e non tutti sviluppano poi sintomi da stress.
Da cosa sono determinate queste differenze?
In primo luogo dalla valutazione soggettiva che ognuno di noi compie quando si trova esposto ad una situazione od evento potenzialmente stressante.
Come valutiamo, quindi, se una situazione è per noi stressante oppure no?
Lo facciamo attraverso un processo di valutazione che implica 2 momenti o fasi differenti.
In primo luogo valutiamo se la situazione che dobbiamo affrontare rappresenta per noi una minaccia, oppure una sfida o se è irrilevante. Facciamo queste valutazioni sulla base di una serie di fattori come: le idee che ci siamo costruiti riguardo alla situazione che dobbiamo affrontare, gli atteggiamenti che abbiamo verso il potenziale evento "stressante", le nostre caratteristiche di personalità e aspettative rispetto alla situazione.
Ad esempio se ci troviamo a dover parlare in pubblico e pensiamo che far fronte a questa situazione è per noi una cosa difficile oppure temiamo il giudizio delle altre persone, valuteremo questo come una minaccia, se invece viceversa ne abbiamo già avuto esperienza oppure non percepiamo alcun timore nel farlo, oppure ancora amiamo tantissimo parlare in pubblico, allora per noi potrà essere una sfida che ci stimola positivamente.

4) Eustress

Se valutiamo un evento come un pericolo o viceversa come una sfida stimolante, questo produce su di noi effetti diversi. Se lo percepiamo come una sfida si produce una risposta allo stress positiva, in termini tecnici questo stress benefico e positivo si chiama eustress, è una sorta di energia vitalizzante che ci permette in questo caso di affrontare positivamente la situazione.
Pensate ad un paracadutista che sta per compiere un lancio, oppure ad uno scalatore che vuole raggiungere una vetta oppure ancora ad un top manager che deve preparare una relazione per un'importante riunione del consiglio di amministrazione della sua azienda, ciascuno di essi si trova ad affrontare una situazione estremamente stressante ma questa non è vissuta come un pericolo, viceversa è percepita come una sfida, ciò permette loro di affrontarla e di superarla. Se invece lo valutiamo come una minaccia metteremo in atto altri tipi di risposte.
A questa prima valutazione segue una seconda valutazione.
Dobbiamo affrontare la situazione e dobbiamo valutare se abbiamo delle risorse ovvero i mezzi per affrontarla e in caso positivo quali di questi mezzi possiamo utilizzare per fare fronte alla situazione problematica.
Valutare le risorse significa anche valutare le nostre risorse interne. Ci chiediamo quindi:"sono in grado di affrontarla?" oppure "Posso farcela?"
In queste valutazioni entra in gioco il grado di fiducia che abbiamo nelle nostre capacità per affrontare la situazione. Sulla base di queste valutazioni metteremo in atto delle azioni per gestire la situazione. Queste produrranno una serie di risposte psicologiche (pensieri, emozioni, atteggiamenti di difesa) e risposte comportamentali a seconda del risultato ottenuto.

5) In che modo lo stress influenza il corpo?

Mente e corpo producono una serie di risposte sorprendentemente simili ad una serie di "stressor" che possono essere eventi pericolosi o spiacevoli. Tale reazione è prodotta sia che l'evento è vissuto realmente, sia che questo evento è immaginato o anticipato dalla nostra mente.
Di fronte ad un evento potenzialmente pericoloso, spiacevole o in una situazione di emergenza, corpo e mente reagiscono come se dovessero far fronte ad una risposta di attacco o di fuga.
L'evoluzione ci ha tramandato tutte quelle risposte adattative che ci permettono di sopravvivere di fronte ad un potenziale pericolo.
Quando si presenta una minaccia, non dobbiamo pensare, dobbiamo essere immediatamente pronti per attaccare o per fuggire. E per produrre una risposta di questo genere i nostri muscoli devono essere pronti per lavorare tantissimo e immagazzinare molta energia e quindi è per questo che si attivano tutta una serie di risposte fisiologiche (aumento battito cardiaco, frequenza respiratoria, pressione sanguigna) che servono per trasportare più velocemente l'ossigeno ai muscoli e per far fronte alla situazione di emergenza.
Quando si è esposti a livelli elevati di stress e lo stress diventa cronico esso può causare disturbi cardiovascolari (aumento pressione sanguigna), lo stress fa spendere molta energia (ci serve per scappare o attaccare) e questo utilizzo di energia (tra l'altro inutile) ci fa poi sentire stanchi (perché ne spendiamo molta ma non ne accumuliamo), lo stress altera l'appetito (o mangiamo di più o di meno). Può determinare ulcere gastriche, problemi sessuali, immunitari, problemi psicologici come ansia, depressione, ecc.

6) Coping

Sono sempre più numerose le persone colpite da problemi di stress sul luogo di lavoro.
I motivi possono essere legati sia a fattori organizzativi (gestione del lavoro, aumento del carico di lavoro e del ritmo di lavoro, elevate pressioni emotive esercitate sui lavoratori, precarietà del lavoro), sia a fattori di tipo personale (scarso equilibrio tra lavoro e vita privata, difficoltà a gestire le richieste, eccessivo perfezionismo, ecc.).
Si é a rischio di sviluppare una condizione di stress nel momento in cui le nostre risorse percepite a disposizione superano le richieste ambientali. Molto spesso una condizione di stress in ambito lavorativo é la conseguenza della reciproca interazione fra differenti fattori di natura organizzativa e personale.
Se viviamo in un contesto lavorativo che presenta già aspetti organizzativi disfunzionali dovremmo imparare a migliorare le nostre risorse di coping.
Per coping si intende la nostra capacità di far fronte alle situazioni problematiche attraverso efficaci strategie. Quando ci troviamo di fronte ad una situazione problematica possiamo cercare di agire sul problema stesso trovando soluzioni efficaci (coping sul problema o orientato al compito) oppure agire sulle emozioni (coping sulle emozioni) correlate alla situazione problematica, imparando ad esempio a riconoscere e gestire le nostre emozioni negative associate alla situazione e a trovare nuove risposte e soluzioni in grado di modificare i vissuti negativi (es. ricerca di supporto emotivo, accettazione della situazione, visione di aspetti positivi del problema, ecc.).

7) Stress e Comunicazione

La conflittualità in ambito lavorativo è spesso accentuata da una comunicazione inadeguata fra le persone e caratterizzata o da stili comunicativi di tipo aggressivo oppure viceversa di tipo passivo. Chi adotta tendenzialmente uno stile aggressivo se da una parte riesce ad imporre sugli altri le proprie esigenze (ma lo fa senza considerare quelle altrui), rischia attraverso questa modalità comunicativa di innescare una conflittualità cui può seguire una condizione di stress (proprio in quanto il conflitto può determinare risposte di attacco o fuga).
Viceversa chi utilizza uno stile comunicativo passivo non sarà in grado di esprimere le proprie esigenze (es. difficoltà a porre limiti alle richieste, oppure gestendo in modo inefficace le critiche).
Anche utilizzare questo stile comunicativo a lungo andare può innescare alti livelli di stress in quanto la persona subisce la situazione perdendo la percezione di controllo sulla situazione stessa.
La mancanza di controllo percepito e di prevedibilità circa le situazioni sono fattori in grado di innescare risposte croniche di stress. Quindi utilizzare in modo prevalente uno o l'atro stile comunicativo può essere a rischio di andare incontro ad alti livelli di stress.
Dal punto di vista comunicativo esiste una terza via ovvero acquisire l'abilità di comunicare in modo assertivo. Adottare uno stile assertivo significa saper esprimere le proprie intenzioni, esigenze, obiettivi, nel rispetto di quelle degli altri.
Quindi vuol dire imparare per esempio a fronteggiare le critiche generiche e manipolative (cioè finalizzate a svalutare la persona e non a correggere l'errore) provenienti da capi e colleghi rispondendo con fermezza ma senza essere aggressivi e tantomeno offensivi, vuol dire anche saper gestire le richieste quando sentiamo che queste cominciano ad eccedere rispetto alle nostre risorse a disposizione.

8) Come si può arginare lo stress di tipo lavorativo?

Il Dott. Girone ha anche spiegato, in esclusiva per BenessereVillage, come si può imparare a gestire ed affrontare lo stress di tipo lavorativo in pochi semplici passi. Vediamoli insieme.
In sintesi, per imparare a gestire lo stress sul luogo di lavoro possono essere utili alcuni suggerimenti.
Adottare una comunicazione assertiva che ci permetta di gestire in modo chiaro le richieste e le critiche altrui. Quando è possibile dire di no e delegare ad altri
Sviluppare abilità di problem solving, focalizzandoci più sul "come" fare per risolvere una situazione che sul "perché" ci è proprio capitata a noi.
Stabilire obiettivi realistici e affrontare i problemi con ottimismo e senso di auto-efficacia
Imparare ad auto-osservarsi per cogliere se c'è qualcosa che non va e riconoscere eventuali segnali di stress
Tracciare dei confini precisi tra ambito lavorativo e spazio privato e imparare a concedersi delle pause all'interno di una situazione stressante organizzando il tempo libero. Non investire tutte le energie nel lavoro. Quindi dedicarsi ad un'attività piacevole che contribuisca a farci sentire più rilassati.
Mantenere e coltivare una rete di supporto sociale.


Fonte:  http://www.benesserevillage.it/sld2/stress-sintomi/stress-sintomi7.php






  

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