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Siete stanchi? Attenti alla dieta

26/07/2012

Genova - Stanchi già di prima mattina. Con l’umore quasi a terra e il desiderio di tornare a letto appena possibile. Questi i segnali più comuni della stanchezza di primavera, condizione che può durare anche per diverse settimane. A causarla sono molteplici fattori, a partire da un leggero deficit di magnesio, minerale fondamentale per far lavorare bene i muscoli. E allora non resta che ri-immetterlo nell’organismo, con alimenti che ne contengano in quantità, come crusca, cioccolato fondente o pomodori secchi.

La spossatezza di stagione, che fino a qualche tempo fa pareva interessare soprattutto le donne giovani, ora si distribuisce equamente tra i due sessi. «L’ansia della situazione economica e la paura di veder sfumare il lavoro incidono moltissimo anche sulla condizione psicologica degli uomini» spiega Giuliano Lo Pinto, direttore del dipartimento di Medicina interna dell’ospedale Galliera di Genova «non si tratta di una malattia ma di una fase transitoria di malessere, collegata al troppo stress». Che però non è l’unica causa.

«Vanno tenuti in considerazione anche i cambiamenti climatici e dietetici tipici di questo periodo dell’anno» sottolinea Lo Pinto.

Infine non bisogna sottovalutare l’umore: chi è giù di morale spesso dice di sentirsi stanco. Probabilmente accade per la carenza di particolari neurotrasmettitori, cioè sostanze che facilitano il passaggio degli stimoli nervosi tra i neuroni. Quando ciò accade, si può modificare la normale trasmissione dei segnali nervosi, e il cervello ha una maggior difficoltà a mantenere i ritmi. Risultato: ci si sente più stanchi.

Importante è fare una regolare attività fisica, superando la debolezza per sfruttare la produzione di endorfine positive per l’umore, e puntare su un’alimentazione variata, ricca di frutta e verdura. In questo senso meglio non esagerare con le diete a bassissimo contenuto di calorie. È infatti fondamentale che, proprio in questo momento dell’anno, il corpo non si trovi a fronteggiare la carenza di elementi nutritivi che consentono la produzione di energia da parte dell’organismo. Se la dieta è eccessivamente ridotta, infatti, con il tempo il corpo non è più in grado di produrre quantità sufficienti di Adenosin-Tri-Fosfato (ATP), la principale fonte di energia per le reazioni cellulari.

Non bisogna poi dimenticare che anche una carenza di ferro, e quindi di emoglobina - la sostanza che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi - può provocare un insufficiente apporto di ossigeno ai muscoli, mettendoli a “disagio” dopo ogni minimo sforzo. «L’anemia da carenza di ferro, così frequente nelle giovanissime, soprattutto quando le perdite mestruali sono ingenti, diventa una delle più comuni cause di stanchezza» ricorda Lo Pinto «in questi casi occorre eseguire un controllo dei valori dei globuli rossi e dell’emoglobina, oltre che del ferro, della transferrina e della ferritina, che hanno rispettivamente il compito di “trasportare” il minerale dal tubo digerente al sangue e di “legarlo” nei depositi del fegato». In base a ciò che risulta alterato, si può pensare a integrare l’alimentazione con alimenti particolarmente ricchi di ferro, come le carni o vegetali come fagioli, soia, verdure a foglia verde.

Un altro organo “regolatore” per il corpo, che spesso si dimentica quando si pensa ad una stanchezza immotivata, è la tiroide. «Sono particolarmente frequenti i casi di ipotiroidismo, cioè di diminuita produzione ormonale da parte della ghiandola, che non danno evidenze cliniche chiare» conclude Lo Pinto «anche in questo caso, un semplice controllo può aiutare a far luce su carenze poco significative, ma potenzialmente in grado di aumentare la debolezza».

Ultimo consiglio: non dimenticate di controllare la pressione arteriosa: chi soffre di bassa pressione costituzionale, con la massima che non supera i 100 millimetri di mercurio, può accusare molto di più la stanchezza. In questo caso i muscoli possono avere una ridotta perfusione, cioè un insufficiente apporto di sangue e quindi reggere meno bene gli sforzi. I fastidi sono maggiori la mattina, quando ci sia alza dal letto, perché il passaggio dalla posizione sdraiata a quella in piedi porta ad un “adattamento” del sistema vascolare che viene sopportato a fatica. Ma si sentono anche dopo uno sforzo, come una corsa per prendere il bus, o quando si rimane a lungo in piedi.


Federico Mereta






  

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