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CURARSI CON IL MAGNESIO

20/05/2011

Il magnesio è noto fin dall'antichità: il suo nome deriverebbe infatti da quello di una piccola città dell'Anatolia, in Asia Minore, Magnesia. Ma soltanto nel 1829 il farmacista francese Bussy riuscì ad ottenerlo allo stato puro; la scoperta delle sue proprietà è quindi relativamente recente. Il magnesio è l'ottavo elemento più abbondante e costituisce circa il 2% della crosta terrestre, inoltre è il terzo per abbondanza tra gli elementi disciolti nell'acqua marina.
In natura non esiste allo stato libero, ma si trova complessato con altri elementi. Questo metallo alcalino terroso è principalmente usato come agente legante nella produzione di leghe alluminio-magnesio. Il magnesio è un metallo leggero (di un terzo rispetto all'alluminio), di colore bianco argento e abbastanza duro, che si appanna leggermente se esposto all'aria. La polvere di questo metallo si scalda e brucia con una fiamma bianca a contatto con l'aria. È difficile che prenda fuoco quando viene conservato in grosse quantità, ma si infiamma facilmente se disposto in strisce o filamenti sottili (usato per le lampade fotografiche a flash).
Viene oggi impiegato nella fabbricazione di fuochi artificiali, nonché in metallurgia ed in campo medico è stato impiegato per molti anni esclusivamente come purgante ( solfato, citrato e idrossido di Mg) e come antiacido ( idrossido, trisilicato e ossido di Mg). Solo recentemente, infatti, la scienza medica ha iniziato ad accettare l'idea che numerose patologie possano avere la loro origine in una carenza di magnesio e ha cominciato a somministrare Sali di magnesio per correggere il deficit.
Il primo composto di magnesio a essere conosciuto e il più impiegato in medicina fu il solfato che il chimico inglese Grew estrasse nel 1694 dalle acque minerali di Epsom e che per questo fu chiamato "sale di Epsom" o "epsomite".
Negli ultimi anni, invece, all'attenzione della medicina è apparso il Cloruro di Magnesio ( MgCl26H2O) , un sale che viene estratto principalmente dall'acqua di mare, nella quale è contenuto in grandi quantità ( il mare Mediterraneo ne contiene 7,5 grammi per litro).
Nel regno vegetale, il magnesio ricopre un ruolo fondamentale. E' uno dei componenti della clorofilla, grazie alla quale è possibile l'aerobiosi ( condizione di vita che necessita di presenza di ossigeno), quindi la vita vegetale e, di conseguenza, quella animale e umana. La clorofilla è un pigmento verde, costituito da una grossa molecola contenente i 4 elementi fondamentali dei composti organici, la cosidetta "tetrade organica", cioè carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno, uniti ad un atomo di magnesio che si trova al centro della molecola. Nell'uomo, ha una struttura analoga l'emoglobina del sangue, nella quale però l'atomo centrale di magnesio è sostituito da uno di ferro. Se nel regno vegetale il magnesio ha una importanza fondamentale, non minore è il suo ruolo all'interno del nostro organismo.
Di tutto il magnesio che introduciamo con la nostra alimentazione, solo un terzo viene assorbito (nella parete alta dell'intestino tenue) e questo indipendentemente dalla concentrazione di magnesio presente nel sangue.
Gli altri due terzi vengono eliminati direttamente con le feci, che costituiscono la più importante via di scarico di questo elemento. Il terzo che è stato assorbito viene poi eliminato prevalentemente attraverso l'urina e, in misura minore, attraverso il sudore. Il corpo umano contiene circa 25 grammi di magnesio di cui il 99% è intracellulare, ossia si trova all'interno delle cellule. Qui costituisce il secondo catione in ordine di presenza, dopo il potassio, ed è concentrato per il 70% nel tessuto osseo e per il 29% negli altri tessuti, principalmente muscolare e nervoso, e in certi organi, quali il fegato, i reni e i testicoli. Il restante 1% è extracellulare ed è contenuto nel plasma e nei succhi digestivi. Nella pratica medica è molto utile conoscere questa distribuzione del magnesio all'interno del nostro organismo. Infatti, se il medico misura il magnesio plasmatico di un paziente, deve sapere che sta valutando solo l'1% della quantità totale e che perciò questo risultato non può avere che un valore molto relativo. Ecco perché è possibile avere 99% del magnesio che possediamo, cioè di quello intra-cellulare. Un suo deficit rispecchia quindi più fedelmente una reale carenza. Il livello medio di magnesio nel plasma è di 18-25 mg per litro, mentre quello del magnesio intraeritrocitario varia fra i 50 e i 70 mg per litro. La fisiologia del magnesio è una delle più complesse e, per di più, sono solo pochi anni che la scienza ufficiale ha tolto questo elemento dal limbo in cui era stato relegato per tanto tempo, iniziando a considerarne l'importanza e studiandone il ruolo in maniera approfondita. Molto resta ancora da scoprire, anche se sono già state individuate parecchie delle sue funzioni. Da quanto già conosciamo, appare comunque evidente l'importanza fondamentale del magnesio per il funzionamento di tutto l'organismo.
Gli scienziati ritengono che il magnesio sia il co-fattore di circa 300 enzimi e che quindi partecipi, direttamente o indirettamente, alla fisiologia di tutti gli apparati. Le sue azioni riconosciute sono:
Partecipa al metabolismo dei glucidi
Interviene nel metabolismo dei lipidi, cioè dei grassi e del colesterolo in particolare Prende parte al metabolismo dei protidi, o proteine e alla sintesi delle proteine della cellula
Interviene nell'equilibrio acido-base, ionico e di ossido riduzione
Partecipa al mantenimento del potenziale di membrana cellulare di cui costituisce la chiave di volta
Svolge un ruolo di primo piano a livello della giunzione neuro-muscolare con una tendenza a diminuire l'eccitabilità e la conducibilità delle fibre nervose
È indispensabile nella sintesi dell'ATP
Esercita una funzione simile a quella della vitamina D sul metabolismo fosfo-calcico
Interviene nella coagulazione sanguigna
Prende parte ai processi di difesa con un ruolo antistress, antianossico, antiallergico, anatianafilattico, antinfiammatorio, cardio-protettore, stimolante la fagocitosi e la formazione di anticorpi.

La scienza medica attribuisce alla carenza di magnesio i seguenti sintomi:
Ipereccitabilità neuromuscolare ( tetania, iperriflessia)
Ipereccitabilità neuropsichica ( agitazione, ansia, delirio, convulsioni)
Ipereccitabilità cardiovascolare (tachicardia,aritmie,ipertensione, turbe vasomotorie)
Una ipermagnesiemia è invece più rara, in quanto si verifica solo in caso di insufficienza renale e si presenta, in individui già debilitati, con debolezza muscolare, ipotensione, turbe cardiovascolari di media e alta gravità, paralisi respiratoria.

Nel 99% dei casi la causa di carenza di magnesio è dovuta alla sua insufficiente introduzione attraverso l'alimentazione. Ma anche diversi stati o patologie provocano una deplezione di magnesio anche importante :
Gravidanza
Allattamento
La fase di crescita del bambino
La diarrea cronica
Pancreatite
L'abuso di alcolici
Le ustioni estese
L'ipertiroidismo
L'iperparatiroidismo
L'uso di diuretici
L'uso di cortisone
L'uso della pillola anticoncenzionale
Alcuni antibiotici

I sintomi che caratterizzano una carenza di magnesio sono:
Iperemotività
Nervosismo costante
Ansia e sensazione di nodo alla gola
Depressione
Insonnia
Cefalea ed emicrania,spesso attribuite a torto ad altre cause
Contrazioni muscolari rapide e spontanee a livello delle palpebre o dei muscoli del viso
Formicolii agli arti
Crampi
Tremori e vertigini
Malessere con sensazione di svenimento imminente
Esagerazione dei riflessi osteo-tendinei
Abbassamento della soglia epilettogena e convulsioni
Dolori precordiali ( falsa angina pectoris)
Senso di oppressione toracica
Palpitazioni e turbe del ritmo cardiaco
Intorpidimento delle estremità
Gastrite
Meteorismo
Disturbi del tratto gastro-intestinale con stipsi o diarrea alternanti
Dismenorrea
Fragilità di unghie e capelli
Stanchezza della vista
Difficoltà scolastiche nel bambino

Anche se di primo acchito ci può stupire, il polimorfismo delle manifestazioni dovute alla carenza di magnesio non è altro, in realtà, che la prova della sua importanza nei fenomeni che si svolgono a livello di tutti i sistemi del nostro organismo.
Gli alimenti che contengono maggiormente magnesio sono:
Cacao e cioccolato fondente
Noci di cocco
Mandorle
Capesante
Farina di soia
Fagioli secchi
Fagiolini
Orzo integrale
Farina di segale integrale
Mais
Nocciole
Noci
Gamberetti
Fichi secchi
Vongole
Pane di grano integrale

Per rimediare alla carenza di magnesio l'accorgimento più ovvio da adottare è quello di scegliere almeno alcuni alimenti sopracitati ed inserirli nella nostra dieta. Un altro consiglio riguarda la preparazione degli alimenti: nell'acqua di cottura, che abitualmente viene gettata, si perde dal 30 al 75% di magnesio. Si deve quindi cercare di cuocere il meno possibile gli alimenti e di utilizzare l'acqua di cottura, in particolare quella dei vegetali.
Si deve inoltre utilizzare il sale marino integrale o il sale rosa hymalaiano ad alto contenuto di oligoelementi. Anche del buon pane integrale di grano o di segale (ma che sia veramente integrale non fatto con farina bianca a cui viene aggiunta la crusca) andrebbe utilizzato regolarmente.
Le fonti esterne di magnesio sono i cosidetti integratori o supplementi alimentari. Ce ne son davvero tantissimi tipi e per la verità molti di essi sono praticamente inutili poiché non biodisponibili.
Sapete che non è mia abitudine dare posologie o indicazioni terapeutiche poiché l'autocura, anche se naturale, è sempre una mossa azzardata e sconsigliabile. Se avete alcuni dei sintomi elencati o volete approfondire l'argomento rivolgetevi con fiducia al vostro farmacista o al medico che tratti medicina naturale o al naturopata di fiducia, che a seconda del vostro stato reale di salute potrà darvi tutte le indicazioni del caso e suggerirvi il rimedio più adatto alle vostre esigenze.



Dr. Angelo Carli






  

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