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Il bilancio acido-alcalino e suoi effetti sulla salute delle ossa

05/07/2011

Per quanto riguarda le ossa, la maggior parte degli americani si trova in uno stato deplorevole. La crisi del nostro stato osseo peggiora ogni anno, nonostante gli sforzi delle cure sanitarie pubbliche. In questo articolo sosteniamo che la preoccupazione riguardo le conseguenze dell’osteoporosi, piuttosto che concentrarsi sulle sue cause fondamentali, è alla base dell’incapacità di risolvere l’attuale epidemia della cattiva salute ossea.

L’osteoporosi può essere vista come una “tassa nascosta della vita ad alta tecnologia”. Noi paghiamo questa tassa come conseguenza dell’acidosi metabolica cronica, che ci deruba delle riserve minerali e neutralizza gli sforzi di ricostruzione della matrice ossea. Di seguito vengono illustrati i principi fondamentali, il tipo di supporto possibile ed una risposta esaustiva a questa situazione.

Di seguito sono indicati i principi fondamentali della crescita e del ‘turnover’ delle ossa. Capire questi concetti di base può aiutare a impedire o a curare l’osteopenia e l’osteoporosi, come più avanti descritto.

La crescita ossea si ferma solitamente dopo la pubertà. Tuttavia “il tessuto osseo negli adulti non è dormiente – le ossa vengono continuamente rimodellate attraverso cicli ripetuti di distruzione e ricostruzione”. I soggetti sani compensano la distruzione osteoclastica delle ossa con la ricostruzione osteoblastica. La normale emivita del rimodellamento osseo è di 5 anni. Questo significa che ogni 10 anni una persona sana avrà una struttura scheletrica completamente nuova. 

Mentre il processo di rimodellamento osseo cerca costantemente di rinnovare le ossa, la struttura scheletrica di un tipico cittadino nordamericano non è sana. Negli Stati Uniti, metà delle donne caucasiche oltre i 65 anni e almeno un uomo su cinque, subisce una o più fratture osteoporotiche nel corso della vita.4 Attualmente 10.000.000 di cittadini nordamericani presentano una diagnosi di osteoporosi. Altri 18,000,000 soffrono di osteopenia e corrono un rischio elevato di frattura ossea o complicazioni collegate. I costi sanitari diretti legati all’osteoporosi oltrepassano i 14 miliardi di dollari all’anno. Questo rappresenta circa un terzo del costo totale del nostro paese per la cattiva salute dovuta all’osteoporosi. 

Inoltre, nel 1999, 1167 articoli scientifici sulla salute ossea e sull’osteoporosi sono stati aggiunti al database Medicus, rappresentando circa metà degli studi pubblicati in materia quell’anno. Secondo il Public Information Office del National Institutes of Health (NIH), 136,7 milioni di dollari sono stati spesi nel 1999 per la ricerca sull’osteoporosi. Nonostante questi grandi sforzi, non si trova ancora una soluzione al problema della salute ossea e l’incidenza delle fratture aumenta, soprattutto nei soggetti giovani. 


Rapporto tra osteoporosi e acidosi metabolica 

Dal punto di vista sistemico, l’osteoporosi primaria è considerata come secondaria all’acidosi metabolica. Prima discuteremo del collegamento causale tra bilancio acido-alcalino e salute ossea, quindi verranno presentate delle opzioni per ripristinare e mantenere la salute ossea durante il corso della vita.

Nella società occidentale contemporanea, l’acidosi metabolica indotta da dieta/stile di vita, è più la regola che l’eccezione. Come specificato di seguito, il carico acido eccessivo che favorisce l’acidosi metabolica proviene da:

1. Scelte alimentari (eccesso di proteine, grasso, fosfato/acido fosforico e solfato/acido solforico);
2. Maladattamento allo stress (cortisolo e adrenalina in eccesso indotti dallo stress); 
3. Reazioni di ipersensibilità immunitaria (allergia ritardata) 

Per 80 anni è stato più volte confermato che le ossa rispondono ad un carico acido sciogliendo i loro sali minerali tampone. Lo scheletro adulto medio contiene una grande ma limitata quantità di Ca2+ (50-65.000 mEq, 99% delle riserve totali del corpo) e di Mg2+ (1.060-1.600 mEq, dal 50 all’80% delle riserve del corpo). I minerali delle ossa agiscono da riserva tampone considerevole, utilizzabile per il controllo del pH sanguigno. Numerose ricerche hanno documentato che: 

1. L’escrezione urinaria del calcio è associata alla perdita ossea
2. La perdita urinaria di calcio in presenza di carico acido sta ad indicare deficit cellulare di potassio e sodio
3. La perdita ossea viene accelerata in caso di carenza di magnesio
4. L’escrezione urinaria di calcio è parallela a un’ escrezione totale di acido fino a che non si accumulano notevoli carenze di calcio e magnesio. 
5. Con un significativo impoverimento dei sali minerali tampone, la compensazione per il carico acido si riduce, il pH dell’urina intracellulare e del mattino scende e le conseguenze dell’acidosi metabolica sono accelerate. Il pH della prima urina del mattino è un’utile approssimazione clinica dello stato cellulare e acido/alcalino sistemico. 

Meno apprezzati sono tuttavia i seguenti fatti:

1. Nelle ossa vi sono diversi sali alcalini tampone (incluso sodio, potassio, zinco e altri minerali). Questi vengono persi dalle ossa per tamponare obbligatoriamente gli acidi metabolici in eccesso.
2. Il contributo dei modelli alimentari contemporanei all’induzione di acido metabolico in eccesso è stato clinicamente sottostimato. Questi acidi fissi, che devono essere neutralizzati con sali minerali alcalini tampone, sono in gran parte il risultato di scelte alimentari poco sane. 
3. La carenza di minerali nel terreno e nell’acqua riducono la disponibilità dei minerali nel tradizionale apporto alimentare.
4. La compensazione dell’acidosi metabolica cronica è più la regola che l’eccezione. I risultati sono: impoverimento del tessuto osseo e predisposizione alle malattie croniche.24-28 Quindi, anche se l’osteoporosi è un disturbo complesso e spesso multi-sfaccettato, riteniamo che sia in gran parte dovuta all’acidosi metabolica cronica acquisita e reversibile. 

Piccolo cambiamento, grande impatto 

Le ossa sono sensibili ai piccoli cambiamenti del pH. Gli studi in vitro documentano che anche un calo di un decimo di punto del pH ha queste conseguenze: 
1. Stimola enormemente l’attività osteoclastica

2. Inibisce l’azione osteoblastica 
3. Induce una molteplice perdita ossea di minerali

Nei ratti osteoclasto-mediati è stato rilevato un aumento del 500%-900% del riassorbimento osseo con un cambiamento di solo 0.2 unità pH. L’acidosi quindi induce lo scioglimento dei minerali, indipendentemente dall’attività osteoclastica. Ad esempio, uno studio su soggetti umani riguardo il digiuno acuto ha evidenziato un calo del pH venoso da 7.37 a 7.33 (4/100a parte di un’unità pH). Questo ha causato un significativo rilascio di calcio dalle ossa, indipendente dall’attività dell’osteoclasto PTH.67 

Ossa acide-alcaline e bilancio fisiologico

Si è affermato che “il corpo è alcalino per progetto, ma acido per funzione.”29 Il corpo umano è stato inoltre descritto come acqua di mare molto diluita, incapsulata in una membrana di pelle. I nostri meccanismi di difesa immunitaria e di riparazione e una moltitudine di catalizzatori cellulari ed enzimatici, svolgono al meglio le proprie funzioni entro una scala pH estremamente limitata. Il range del pH sano del sangue arterioso ossigenato va da 7.35 a 7.45, mentre quello del sangue venoso carico di anidride carbonica va da 7.31 a 7.41. Per essere in grado di sopravvivere, il corpo deve rimanere leggermente alcalino. Il range pH del sangue arterioso umano è di solo 7.4 ± 0.5 unità pH. Anche le minime variazioni di questi valori sono biologicamente costose.

Per il pH citoplasmatico intracellulare, il range sano è 7.4 ± 0.1. Un’inclinazione acida del pH cellulare altera il metabolismo cellulare in modo drammatico e avverso. Questo poi risulta in:

  • Rigonfiamento e funzione compromessa del trasporto mitocondriale degli elettroni, con minore produzione di energia ATP e più rapido consumo di energia ATP;
  • Aumento del liquido intracellulare, con metabolismo e sintesi proteica meno efficienti, aumento della produzione di radicali liberi della membrana;
  • Aumento del liquido interstiziale (ritenzione idrica), particolarmente negli organi suscettibili (stressati);
  • Accelerato riassorbimento osseo;33 Minore formazione ossea;
  • Dispersione di azoto (catabolismo accelerato);
  • Soppressione dell’ormone della crescita e di altri ormoni pituitari.

Anche se progettati come alcalini, i processi metabolici quotidiani producono circa 70000 mmol di protoni (H+) al giorno. Per la maggior parte questi H+ non si accumulano nel corpo grazie ai sistemi tampone fisiologici e perché gli acidi generalmente si formano con un partner che contribuisce al loro smaltimento. In effetti, mentre viene prodotto un enorme numero di H+ ogni giorno, la maggior parte di questi sono bilanciati dalla produzione di bicarbonato. La quantità di H+ liberi è piccola, ma significativa, in termini di mantenimento della salute e rischio di malattia.

Nella gran parte degli individui, la fonte del carico acido netto arriva dal metabolismo delle proteine (quando il suo consumo eccede i 60 g/giorno) e dagli acidi grassi a lunga catena (quando ammontano a più del 20% delle calorie). Un marker della produzione di acido è il grado di degenerazione degli aminoacidi contenenti solfuro: cisteina, cistina e metionina. Più precisamente, uno qualsiasi dei sette amminoacidi (aspartato, glutammato, cisteina, cistina, prolina/idrossiprolina, serina e treonina) più i cheto-acidi prodotti dal metabolismo degli aminoacidi, contribuisce al carico acido organico, fisso, del corpo.37 Il metabolismo di questi aminoacidi produce H+ senza partner tampone. Questi H+ si accumulano e devono essere neutralizzati da elementi tampone corrispondenti. Gli elementi tampone includono gli anioni (solitamente K+ o altri sali minerali) contenuti in frutta, ortaggi, lenticchie, erbe e spezie. Questi includono citrato, malato, succinato e fumarato che formano gli alcali.38 Inoltre gli acidi grassi a catena corta e media riducono il carico acido netto “inzuppando” l’acetato e due unità acide di carboni nelle cellule. 

Il ruolo delle ossa nel bilancio sistemico acido-alcalino

E’ risaputo che lo scheletro contiene il 99% del calcio di tutto il corpo. Tuttavia, le ossa contengono anche notevoli quantità di sodio, potassio, magnesio citrato e carbonato. Ciò significa che le ossa di un adulto sano, di 70 kg, contengono:

1. 1065-1400 mmol di sodio = 1065-1400 meq sodio (37-49% del sodio corporeo)

2. 22-62 mmol di potassio = 22-62 meq potassio (37-49% del potassio corporeo)

3. 530-800 mmol di magnesio = 1060-1600 meq magnesio (53-80% del magnesio corporeo)

4. 3500-5000 mmol di carbonato = 7000 – 10000 meq carbonato (59-83% del carbonato corporeo) 

Metà di questi minerali si trovano sulla superficie cristalloide dell’osso e nell’involucro di idratazione dell’osso. Questi minerali tampone sono disponibili per un rapido scambio con il liquido extracellulare generale (ECF- extracellular fluid). L’ECF delle ossa contiene anche una concentrazione di potassio pari a 25 volte quella dell’ECF generale e quindi è una fonte importante di potassio per il corpo. Il potassio non viene incorporato nella fase minerale ossea, né legato al collagene. Quindi è completamente intercambiabile con il potassio dell’ECF sistemico. Il potassio si accumula sia nell’ECF osseo che nell’involucro di idratazione delle ossa e, in generale, è disponibile al 60% per l’immediata mobilizzazione sistemica.45,46 Un’ampia gamma di sostanze tampone è immagazzinata quindi sia dentro che intorno all’osso. 

Queste sono disponibili per neutralizzare i prodotti acidi in eccesso a meno che (o fino a che) si impoveriscano a causa di un carente rifornimento “alcalino”. 

Inizialmente, il carico acido comporta notevoli cambiamenti nel contenuto osseo di carbonato, sodio e potassio, ma non di calcio. Nell’acidosi di prima fase (pienamente compensata), i protoni si scambiano con sodio e potassio, fornendo una “prima linea” di difesa tampone. L’iperproduzione acida cronica (acidosi metabolica cronica) porta all’impoverimento dei tamponi di sodio e potassio. Quando ciò accade, i cationi di calcio e magnesio, insieme al carbonato, diventano la principiale fonte di sostanze tampone.  Ciò significa che quando si assiste a una perdita accelerata di calcio e magnesio, vi è stato un periodo prolungato di eccessiva produzione acida e una riduzione delle importanti risorse di sodio e potassio. 

Fonti di carico acido

Le principali fonti riconosciute di carico acido netto per il corpo sono: 

   1. Alimentazione
      a) Consumo di proteine oltre i 60 g/giorno
      b) Fosfato/acido fosforico alimentare
      c) Solfato alimentare
      d) Acidi grassi a catena lunga oltre il 15 – 20% delle calorie totali

   2. Stress (eccesso di cortisolo e adrenalina)

   3. Reazioni ritardate del sistema immunitario (da sensibilità/reazioni immunitarie ritardate) 

Eccesso netto di acido (NAE) derivante dalla dieta negli Stati Uniti 

La nostra alimentazione attuale produce solitamente un carico eccessivo di acidi fissi da 100 a 200 mEq al giorno. Ad esempio, l’analisi effettuata da Remer e Manz ha rilevato che una dieta contenente 120 grammi di proteine produce acido netto escreto pari a 135.5 mEq/giorno. Due diete a contenuto “moderato” di proteine (95 g/giorno) producono acido netto escreto da 69 a 112 mEq/giorno. Una dieta latteovegetariana “povera” di proteine (49 g/giorno di proteine) produce acido netto escreto pari a 24 mEq/giorno. Quindi, la scelta alimentare influenza la produzione di acido. Le diete ad elevato contenuto proteico producono un aumento di acido netto escreto pari a 6 volte (600%). Questo risulta in un basso pH dell’urina del mattino, sintomo di una carenza della riserva tampone funzionale e di un corrispondente aumento del rischio di acidosi metabolica.

Secondo Barzel e Massey ad esempio, il pH della cola con acido fosforico va da 2.8 a 3.2. Tuttavia i reni non possono secernere urina con pH molto inferiore a 5 senza danneggiare in modo significativo il tratto genitourinario. Per ottenere un pH urinario di 5, una lattina da 330 ml di cola dovrebbe essere diluita 100 volte, richiedendo ulteriori 33 litri di urina. Altrimenti una corrispondente quantità di soluzione tampone deve essere prelevata dal corpo per neutralizzare l’acido in eccesso.

Il corpo tampona regolarmente la bevanda acida con sodio e potassio, se le riserve lo permettono, subendo così con una corrispondente perdita di calcio, magnesio e altri minerali, a seconda della disponibilità. Il tampone necessario per una lattina di cola è pari alla stessa quantità di capacità tampone che si trova negli integratori a base di calcio per i bruciori di stomaco. Gli “spritzer” a base di frutta e le acque naturalmente gassate, al contrario, non aggiungono questo carico acido nel corpo. 

Infine, oltre ai precursori riconosciuti che producono acido, si deve estendere l’equazione del bilancio metabolico per includere l’ulteriore acido prodotto dalle reazioni immunitarie eccessive (ipersensibilità ritardata) e dagli effetti dello stress (cortisolo e adrenalina in eccesso). In alcuni soggetti, questi fattori vanno ad aumentare notevolmente la produzione-escrezione totale di acido netto. Dato che il calcio è attivante (simpatomimetico), l’integrazione di calcio è clinicamente imprudente e improduttiva. Potrebbe accelerare la produzione di acido e la perdita di minerale tampone. 

Eccesso di acido netto (NAE) che il corpo riesce a tamponare 

Per essere escreto, l’eccesso di acido netto deve essere tamponato con agenti alcalini derivanti dalla dieta. Quindi la nostra capacità tampone per NAE dipende dall’alimentazione. Gli studi classici dimostrano che il corpo può neutralizzare circa 50 mEq di acidi metabolici fissi al giorno con un’assunzione “ideale” di frutta e verdura.53. Quando il consumo di frutta e verdura viene ridotto, meno di 50 mEq di acidi fissi può essere tamponato senza intaccare le riserve alcaline dei tessuti. Allo stesso modo, quando l’apporto di proteine supera i 60 g/giorno, viene prodotto più acido. Oggi, il nostro NAE quotidiano è comunemente 2 – 4 volte più elevato di questo potenziale standard di 50 mEq. Sostanzialmente tutti gli acidi in eccesso devono essere tamponati a spese delle riserve di tampone delle ossa. Se non viene rifornita, la perdita di sostanze tampone causa un lento e persistente impoverimento della matrice minerale ossea che accelera il rischio di osteopenia e osteoporosi. 

Quanto è basso il nostro apporto di precursori alcalini? Solo il 15% della popolazione totale degli Stati Uniti consuma la dose raccomandato di frutta (2-4 porzioni) e verdura (3-5 porzioni) su base quotidiana.54 Tra i bambini, solo il 7% consuma due porzioni di frutta e tre di verdura al giorno, di cui le patatine fritte ammontano a quasi il 25% degli ortaggi nelle diete dei bambini esaminate.

Inoltre, un teenager medio nordamericano, consuma da 3 a 6 bevande a base di “cola” al giorno. Questo consumo giornaliero aggiuntivo di 192-384 mEq di acido fosforico (64 mEq per lattina di bibita, per tre-sei al giorno) accelera ulteriormente la perdita ossea nei giovani. Ci vogliono anni affinché il carico cumulativo si presenti con complicazioni cliniche importanti. Tuttavia, è probabile che nei decenni futuri si assisterà a un’accelerazione della perdita ossea e delle capacità tampone del corpo, in soggetti sempre più giovani. 

Acidosi e osteoporosi

A supporto dell’ipotesi che l’acidosi metabolica compensata sia una causa fondamentale dell’osteoporosi vi sono molte fonti. Per qualche tempo gli studi epidemiologici hanno suggerito il collegamento tra osteoporosi e apporto di proteine animali. Più di recente, le analisi delle percentuali di frattura cross-culturali documentano il legame tra consumo di proteine animali e incidenza della frattura del femore a livello mondiale. Inoltre, nuovi studi riportano che coloro che consumano più frutta e verdura hanno una maggiore densità minerale ossea rispetto ai soggetti che consumano meno cibi alcalini  Vi sono inoltre nuovi studi che rilevano un aumento da 3 a 5 volte delle fratture tra ragazze adolescenti che consumano regolarmente bibite acide. 

Perdita ossea e tamponamento di acidi metabolici in eccesso 

In uno studio riguardo le diete vegetariane e quelle a base di proteine animali, è stato riscontrato che il pH urinario risultava più acido (6.55 contro 7.17), l’acido escreto netto era più alto di 27 mEq/giorno e che l’escrezione urinaria giornaliera di calcio era di 47 volte più alta nei soggetti che consumavano proteine animali. Questo nonostante il fatto che le diete contenessero le stesse quantità di proteine totali, fosforo, sodio, potassio e calcio. La dieta a base di proteine animali tuttavia, conteneva 6.8 mmol in più di solfato.56 In un altro studio condotto su soggetti anziani, il bilancio del calcio risultava positivo (+40mg/giorno) con una dieta a basso contenuto proteico, pari a 0.8 grammi di proteine per chilo di peso corporeo (56 g/giorno per un adulto di 70 kg). Al contrario, il bilancio del calcio risultava negativo (-64 mg/giorno) nella dieta ad alto contenuto proteico, pari a 1.2 grammi di proteine per chilo di peso corporeo (84 g/giorno per un adulto di 70 kg).

L’elevato apporto di proteine porterebbe ad una maggiore perdita di calcio, magnesio e altri minerali.

Una perdita giornaliera di 50 o 60 mg di calcio può non sembrare una gran cosa. Tuttavia, se continuata per oltre 20 anni, la perdita di 50 mg di calcio al giorno si traduce in un impoverimento di 365 grammi di calcio, corrispondente alla metà del calcio scheletrico medio di una donna e a un terzo di quello dell’uomo.

Infatti non è insolito per le donne perdere metà della propria massa ossea, e per gli uomini un terzo della massa ossea, durante il corso della vita. E’ possibile quindi spiegare come l’osteoporosi nella nostra popolazione sia indotta dalle cause sopra citate.

Ciò che viene clinicamente sottostimato è che questa perdita è evitabile, testimoniato dal fatto che l’osteoporosi è una malattia rara in molte culture. Ad esempio, anche dopo attenti studi, non si rileva alcun segno di perdita ossa tra gli indiani Maya, che hanno un’alimentazione ricca di sostanze alcaline. Gli africani sono stati classificati come “quasi immuni” alle fratture osteoporotiche. I cinesi presentano solo un quinto della percentuale di fratture degli Stati Uniti, anche se il loro apporto di proteine è simile (ma prevalentemente di origine vegetale). Le società con le percentuali più basse di osteoporosi seguono le indicazioni per ridurre il rischio contenute in questo articolo. Complessivamente, il tasso di fratture osteoporotiche varia circa 30 volte in tutto il mondo.Questo si spiega in modo quasi assoluto con le scelte di vita e di alimentazione. 

Implicazioni cliniche 

La moderna dieta occidentale provoca acidosi cronica di basso livello, a discapito della salute e del benessere. Di particolare interesse è il fatto che l’acidosi porta prima alla perdita di sodio e potassio alcalinizzante e quindi di carbonato, calcio, magnesio e altri minerali dalle riserve ossee. Queste perdite provocano eccessiva debolezza ossea, osteopenia e osteoporosi. La soluzione a questo problema va trovata in un ritorno a una alimentazione sostenibile, ricca di precursori alcalini. E’ necessario anche l’esercizio a carico naturale. Le linee guida per sviluppare tale dieta “Alkaline Way” sono le seguenti:

1. La maggior parte della dieta dovrebbe essere composta da ortaggi alcalinizzanti, frutta, lenticchie, legumi secchi, noci, semi e spezie. Il grafico a pag. 12 illustra gli effetti degli alimenti sul bilancio interno acido/alcalino. Il 60 – 80% degli alimenti ingeriti dovrebbe essere alcalino.

2. Limitare la carne animale a 113 grammi al giorno e restringere l’apporto totale di proteine a 50-60 grammi al giorno

3. Mantenere un apporto di grassi non superiore al 15 – 20% dell’intero apporto calorico

4. Bere 1,8l di acqua minerale di fonte (ad alto contenuto di minerali alcalini) al giorno

5. Il succo vegetale fresco è una fonte eccezionale di minerali tampone. I soggetti con acidosi persistente di basso grado possono berne 2-3 bicchieri al giorno. Calcoliamo che ½ l di succo di ortaggi biologici dovrebbero essere sufficienti a correggere da 40 a 50 mEq di acido organico in eccesso.

6. Usare integratori alimentari alcalinizzanti, come minerali ionizzati biodisponibili e ascorbato privo di antigeni di alta qualità, tamponato con calcio,
magnesio, zinco e potassio. Aggiungere glutamina-L con alfachetoglutarato piridossale (PAK), sali di Krebs e semi di sesamo/lino per mantenere sano il pH dell’urina del mattino.

 7. Modificare la dieta e integrare in modo sufficiente da ottenere e mantenere un’urina del mattino a pH 6.5 – 7.5, che riflette l’esistenza di riserve minerali tampone adeguate.

8. Invertire i modelli appresi di ansia (iperattività simpatica) praticando esercizi di rilassamento, attività piacevoli ed esercizi a carico naturale.

9. Rinforzare le difese immunitarie. 

Pensieri conclusivi 

Il mantenimento della salute ossea e del pH cellulare per tutta la vita è una questione di piccole, ma importantissime scelte. Metà delle donne anziane e oltre il 20% degli uomini anziani soffre di fratture che possono in gran parte essere evitate seguendo i suggerimenti dati in questo articolo. Un sostanziale miglioramento della qualità della vita e un risparmio sui costi per le terapie che va da 14 a 60 milioni di dollari all’anno sono alcuni dei vantaggi di cui godere. Gli autori ringraziano la Dr. Lynda Frassetto per la revisione del manoscritto e la personale comunicazione di dati. 

L'osteoporosi non si vede, ma c'è! - Corriere della Sera, ottobre 2010





  

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